Larissa Iapichino è già molto più della sua storia. Figlia d’arte, spesso costretta a convivere con l’ingombrante etichetta di “predestinata”, la sua carriera non è mai stata una semplice linea retta. Ci sono stati i momenti bui, il peso insostenibile delle aspettative, ma soprattutto la straordinaria lucidità di chi sa cadere per poi rialzarsi e atterrare ancora più lontano. Fino a prendersi il nuovo record italiano di salto in lungo.
In questa lunga e sincera intervista, Larissa affronta a viso aperto le pressioni del suo percorso, rivelando retroscena inediti sulla sua vita dentro e fuori dalla pista di atletica.
Ecco i passaggi più significativi della sua chiacchierata.
Il peso del paragone e la forza di rialzarsi
Fin dai suoi primi passi nel mondo dell’atletica leggera, il paragone con mamma Fiona May è stato una costante. Un confronto che inizialmente pesava su una ragazza timida che voleva solo trovare la propria strada:
“Tutti mi etichettavano come la predestinata, quella che batterà la grande Fiona May… questo l’ho sofferto per i primi anni. Avevo tanta voglia di identificarmi con me stessa e con il mio percorso.”
Oggi, quell’etichetta si è trasformata in pura motivazione. Il segreto di Larissa? Una resilienza d’acciaio riassunta in un motto molto chiaro: “Io non muoio mai”. Una consapevolezza maturata anche dopo i momenti più difficili, come la delusione vissuta alle Olimpiadi di Tokyo. Invece di lasciarsi abbattere, Larissa ha usato quel dolore come “benzina”, ribaltando situazioni complesse (come agli Europei di Toruń) e dimostrando che la vittoria più grande è quella sulla propria mente.
Il rapporto con papà Gianni: tra campo e famiglia
Un altro tema centrale è la gestione della figura paterna, Gianni Iapichino, che è anche il suo allenatore. Come si separa il ruolo del padre da quello del coach? Larissa ammette che la linea è sottile, ma le regole sono chiare: in campo c’è il massimo rispetto per la figura autorevole dell’allenatore (seppur chiamato affettuosamente “babbo”), mentre a casa le dinamiche cambiano radicalmente, con un papà amorevolmente “messo all’angolo” in una famiglia composta da quattro donne (incluso il cane Mayia!).
Oltre lo sport: Giurisprudenza, Sinner e le celebri “Larissate”
Larissa non è solo un’atleta di livello mondiale, ma una ragazza di vent’anni con una vita ricca di sfaccettature:
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Lo studio: Iscritta alla Facoltà di Giurisprudenza all’Università di Firenze, sogna fin da bambina di diventare avvocato, ispirata dallo zio. Conciliare codici e allenamenti richiede sacrifici, ma per lei rappresenta il perfetto equilibrio vitale.
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Le passioni sportive: Oltre all’ovvio amore per l’atletica, Larissa è una grande fan del pattinaggio artistico su ghiaccio, della ginnastica e del tennis, confessando di essere “vittima” del tifo per Jannik Sinner, di cui apprezza enormemente la genuinità e la natura introversa in cui si rispecchia.
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Arte e Moda: Nata e cresciuta a Firenze, ha l’arte nel DNA. Ama disegnare, esplorare l’architettura e si diverte a fare da stylist per le amiche, curando anche i dettagli creativi delle sue divise da gara.
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Le “Larissate”: Dietro la campionessa c’è una ragazza ironica che sa ridere dei propri difetti. Così sono nate le “Larissate”, ovvero quei piccoli momenti di distrazione e goffaggine quotidiana (come dimenticare le scarpe chiodate per una gara o lasciare la porta di casa spalancata) che la rendono ancora più umana e vicina ai suoi tifosi.
Nonostante la giovane età e la consapevolezza di essere diventata un role model per tante ragazze, Larissa mantiene i piedi ben piantati a terra: “Io sto ancora cercando di capire chi sono fino in fondo, cresco ogni giorno di più… non ho tutto sotto controllo, ci provo e basta.”
Guarda l’intervista completa nel video in cima alla pagina per scoprire tutti i dettagli e ascoltare le parole di Larissa!